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Apr

Un futuro fotovoltaico per le finestre

Grazie al continuo aumento delle loro prestazioni e a programmi di incentivazione economica che hanno caratterizzato le politiche fiscali della maggior parte dei paesi occidentali, i pannelli fotovoltaici al silicio sono ormai da parecchi anni il principale strumento con cui produrre energia da fonti rinnovabili per il sostentamento di edifici a basso impatto ambientale. Nell’ultimo triennio si è poi verificato un calo del loro costo al dettaglio di quasi il 70%, per cui è oggi possibile rendere energeticamente indipendenti stabili di piccole dimensioni con un investimento iniziale che può essere recuperato in meno di un decennio.

Il discorso cambia radicalmente in contesti a elevata urbanizzazione dove lo sviluppo dei fabbricati è prevalentemente verticale. Qui, a meno di interventi ad alto impatto architettonico, le superfici utilizzabili per la posa di impianti fotovoltaici tradizionali, cioè i tetti, non hanno dimensioni sufficienti per la produzione di tutta l’energia necessaria per soddisfare i bisogni degli edifici, dato che ancora oggi è necessario impegnare circa 7 m² per ogni kW di potenza di picco installata. Ciò rende molto difficile soddisfare requisisti di sostenibilità come quelli decretati dalla Comunità Europea secondo cui, entro il 2020, tutti i nuovi edifici dovranno essere energeticamente neutri.

Per questo motivo, centri di ricerca di tutto il mondo stanno attualmente studiando soluzioni innovative per la realizzazione di sistemi fotovoltaici che possano essere integrati direttamente nelle strutture di un immobile senza alternarne l’aspetto e senza influire sulla qualità della vita dei suoi occupanti. Proprio in questo ambito si sviluppa il progetto realizzato presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano Bicocca per la costruzione di concentratori solari luminescenti (LSC, dall’inglese Luminescent Solar Concentrator) a base di nanomateriali. Con essi sarà presto possibile trasformare finestre e vetrate da elementi puramente passivi, atti a provvedere solo all’isolamento di una costruzione, in dispositivi attivi in grado di partecipare alla produzione di elettricità in edifici a consumo di energia netto pari a zero (Zero-Energy-Building). (…)

⇒ l’articolo continua sul numero 18 di azero